mercoledì 2 maggio 2007

la prima volta che ti vidi

Quando ti ho visto la prima volta..
Una volta sei venuta a Roma, e una nostra amica ci ha presentato. Io stavo lavorando e non ho dato molto importanza a quella ragazza appariscente, molto truccata con quell’accento cosi particolare. Ovviamente mi dimenticai quasi subito di tutto, e solo dopo molto tempo me lo ricorderai tu che invece non ti dimenticavi mai niente.
Chi lo avrebbe mai detto che qualche tempo dopo sarei venuto a lavorare nella tua città, dove lavoravi tu. Era l’1-11-2001. Non c’era molta empatia, come te stessa confermi nel diario “per ben 7 mesi c’è stata una totale indifferenza..” . Ognuno a rincorrere la propria vita, si usciva da storie serie e lunghe, e tu che non ti fermavi un attimo e ogni giorno avevi una cosa da fare e da sbrigare: discoteca, shopping, capelli, lavoro, piscina , palestra e chi si ricorda tutto il resto. Mi ricordo chiaramente quando prendevi in giro la mia goffa camminata e il mio essere maldestro. Ma nessun contatto, nessun avvicinamento per ben sette mesi.
Chissà come lavora il destino, che quella volta ci aveva fatto sfiorare a Roma. Poi ci aveva fatto lavorare a assieme a Vicenza ma che solo dopo sette mesi ci ha fatto guardare davvero. Forse la prima volta che ci vedemmo a Roma era già tutto scritto. Se potessi tornare a quel giorno ti correrei dietro e ti direi “ascolta, lo so che mi prenderai per pazzo, ma non perdiamo tempo, ne abbiamo cosi poco..”. C’è qualcuno che si è diverto a giocare con noi. Quanto tempo ci ha fatto perdere.
Eri tornata da Sharm, e c’era la tua festa di compleanno in un locale della zona. Solo allora ci siamo guardati davvero. Come un brivido, come isolarsi da tutti, ogni sguardo era complice. Voleva essere riservato ma tutto veniva detto, cosa stava nascendo non lo sapevamo ma era come andare incontro a una marea di luce. Storditi, c’è lo dicevamo spesso, e poi a guardarci per delle ore. Quella sera c’era molta gente, ma non mi ricordo quasi nulla. Mi ricordo solo che ti guardavo, e mi sembrava impossibile che eri quella ragazza con cui per sette mesi avevo solo scambiato qualche parola. Era impossibile, eri bellissima, era divertente, simpatica, intelligente. Che idioti gli uomini, sempre in cerca di qualcosa che hanno sotto il naso. Ma fortunati quando finalmente se ne accorgono. Fu come essere travolti da un maremoto, volevamo controllare gli eventi, ma gli eventi furono devastati da quello che stava nascendo. Da quel giorno amore mio , ogni giorno, è cresciuto quell’amore che continua a crescere anche oggi. E’ diventato complicità, passione, tenerezza, quotidianità, amicizia, volontà, forza. E’ diventato tutto quello che volevo, che avrei voluto, tutto quello che mi avrebbe circondato e che avrei amato. Quante difficoltà ancora, a breve sarei stato di nuovo trasferito a Roma. La distanza per una storia iniziata da poco poteva essere fatale, ma quello che ci stava succedendo, ci avrebbe cambiato la vita, ci avrebbe ‘donato’ la vita. Tu sei la mia vita, ora come prima, resti la mia vita.

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