lunedì 23 aprile 2007

oggi è cosi

Oggi ho capito una cosa. Ho capito che tutto questo dolore non servirà mai a riportarti indietro. Posso piangere tutte le lacrime del mondo, ma il mondo non inizierà a girare al contrario per andare a riprenderti. Il mondo non si è fermato a piangerti, c’è stato solo un attimo che ha trattenuto il respiro e poi via di corsa verso un altro giorno.
Te di fronte a questa situazione, saresti stata categorica: il dolore non serve a nulla se è fine a se stesso. Allora ho capito che devo imparare a conviverci, a sentirlo ogni volta che prendo fiato accovacciato li, sotto lo stomaco, sicuro di se e della sua forza, lo aspetto ad ogni respiro, non lo posso cancellare, non posso fare finta che non ci sia, non si può fare nulla. E’ parte di me ormai, come le mie mani, e non mi lascerà, ma disperarmi, urlare non mi aiuterà a riascoltare la tua voce o accarezzare il tuo viso. Lo posso solo trasformare.
Lui è più forte, è più organizzato, sa cosa vuole e che deve fare. E’ semplice, per lui. Ma io ho avuto una maestra che il dolore l’ha saputo trasformare in Vita con una semplicità disarmante come raccogliere una margherita in un campo di margherite, e se non dovessi riuscirci, vuol dire che non ho capito nulla. Quello sarebbe il vero fallimento, non capire quello che sei stata e che sarai per sempre. Anzi, peggio è permettere al dolore di non farmi ricordare la mia sposa, la mia amica, la mia sorella, la mia insegnante per come era davvero. Oggi ho capito, che non starò mai più bene, che non guarderò mai più il sole o il mare o tutte le cose che mi piacciono senza provare quella fitta a fine respiro. Ma so che ogni volta che riprendo fiato ci sarai tu, i nostri ricordi, il nostro amore che nemmeno il dolore o la morte può portarci via. Oggi mi sento cosi, domani non lo so, ma domani è lontano e non mi preoccupa

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